Coronavirus e la censura dei dati sui contagi

In America, in Cina e come purtroppo nel resto del mondo si è sentito purtroppo parlare anche dei dati falsati dei pazienti contagiati da COVID-19 e anche sul numero dei decessi, ad esempio presso gli ospedali o come vedremo ora anche dal ministero della Salute.

Una recente notizia riguarda una donna della Florida, Rebekah Jones, funzionaria del ministero della Salute che è stata licenzia perché non ha eseguito l’ordine di censurare i dati riguardanti i contagi da COVID-19.

Per attivare il piano di riapertura ogni Stato deve registrare un determinato numero di contagi da coronavirus perché nel caso risultasse ancora troppo alto dovrebbero prolungare i giorni di quarantena.

Le linee guida dell’amministrazione Trump dicono che gli Stati per riaprire devono registrare nell’arco di 14 giorni una tendenza al ribasso dei contagi.

Evidentemente la Florida come la Georgia, e chissà quanti altri Stati, vogliono riaprire al più presto anche a dispetto della salute delle persone che in questo modo li esporrebbero fortemente al rischio di essere contagiati dal coronavirus.

Per fortuna esistono persone come Rebekah Jones che hanno il coraggio di denunciare mettendo in pericolo il loro posto di lavoro e anche la loro vita.

In questo periodo molto difficile abbiamo bisogno di più persone come lei che hanno a cuore veramente la salute delle persone.

Anche se stiamo vivendo una crisi finanziaria mondiale e quindi c’è necessità e urgenza di riavviare l’economia non può essere fatto a discapito della salute dei cittadini.

Ci auguriamo che in futuro ci saranno altre persone come Rebekah Jones che avranno la forza di denunciare e farsi portavoce dei diritti degli ultimi.